Intervista a Daniele Gargano
Il controllo nasce dal caos
Intervista esclusiva a Daniele Gargano, pilota e coach di Emotional Drifting.
Tra sbandate controllate, emozioni vere e un’evoluzione che va oltre la pista.
“È stato come innamorarsi di nuovo della guida.”
Così inizia la storia di Daniele Gargano, che quindici anni fa acquistò con un amico una vecchia BMW 318 per provare qualcosa di diverso. Quel giorno, in un piazzale di un vecchio smorzo, l’adrenalina lo travolse.
Tre giorni senza dormire, alla ricerca di gomme usate: nasceva la scintilla che lo avrebbe portato a creare Emotional Drifting.
Oggi la sua scuola è una delle realtà più conosciute nel panorama del drifting italiano. Un luogo dove si impara a controllare, ma soprattutto a sentire l’auto e le proprie emozioni.
Lo abbiamo incontrato per parlare di passione, evoluzione e del futuro del progetto.
Intervista a Daniele Gargano
Daniele Gargano pilota

Dal piazzale alla pista
Da dove nasce la tua passione per il drifting? C’è un momento preciso in cui hai capito che sarebbe diventato parte della tua vita?
«Sì, è stato 15 anni fa. Con un amico comprammo una vecchia BMW 318 preparata per il drifting. Nel piazzale di uno smorzo iniziammo a driftare e l’adrenalina esplose. Per tre giorni non andai a lavoro, cercavo gomme usate per continuare!»
Come sei arrivato a trasformare quella passione in un progetto concreto come Emotional Drifting?
«Ho capito che questa disciplina mi dava la libertà di esprimermi al meglio nella guida.»
Qual è stato il primo grande ostacolo quando hai iniziato a insegnare drifting?
«Smorzare la competitività tra i partecipanti, per far vivere a ciascuno la propria esperienza senza condizionamenti.»
Quando hai capito che era il momento di fare un salto di qualità nel progetto?
«Dopo una settimana in pista. In tutto ciò che faccio mi pongo sempre un obiettivo: se so dove voglio arrivare, trovo la strada.»

L’evoluzione di un progetto
Cosa rappresenta per te la nuova immagine e il nuovo look delle auto?
«Risaltano la vivacità e il clima che si vive in questo sport.»
Cosa contraddistingue le vostre BMW come auto didattiche?
«Sono scelte e studiate per il nostro circuito, affidabili e potenti. In 7 anni, con circa 600 partecipanti, il punteggio ricevuto è sempre stato il massimo.»
Quali interventi tecnici sono più importanti per preparare un’auto da drifting?
«Alleggerimento, differenziale autobloccante, freno a mano idraulico, assetto rigido e kit di sterzata maggiorata. Potenza consigliata: almeno 150 cavalli.»
Didattica, sicurezza e passione
Si può venire con la propria auto in pista?
«Consiglio di preservare la propria auto: è facile farsi prendere la mano. Un’uscita può danneggiare vettura e pista, quindi è sempre meglio farsi seguire da un istruttore.»
Offrite corsi individuali e personalizzati?
«Sì, sia nei corsi base, intermedi che avanzati. Ogni data accoglie da 1 a massimo 5 allievi.»
Come funziona la progressione didattica tra i corsi?
«Si parte sempre dal corso base, poi intermedio e avanzato. Chi arriva all’ultimo livello ha già maturato le competenze necessarie.»
Qual è l’errore più comune tra i principianti?
«Non ricordarsi che per driftare bisogna scaricare il peso sul posteriore. Serve una decelerazione secca o un colpo di freno per innescare la sbandata.»
Un circuito, una famiglia
Perché avete scelto il circuito KLM La Maddalena come sede principale?
«È immerso nel verde. Col tempo è diventato un punto d’incontro dove si torna con amici e parenti, si pranza insieme e si condividono esperienze.»
Cosa rende unica l’atmosfera in pista?
«La convivialità, l’armonia, la passione e l’attenzione che abbiamo per ogni partecipante. E poi… le auto bellissime!»
Cosa si prova alla prima esperienza?
«Una forte emozione, un’esperienza indimenticabile, in un format unico.»

Community, eventi e crescita personale
Quanto conta la community nella vostra realtà?
«Per noi è al primo posto.»
Organizzate eventi su misura per gruppi o aziende?
«Sì, realizziamo eventi esclusivi fuori dalle date dei corsi ufficiali. Perfetti per team building o giornate private.»
Quanti allievi tornano per un secondo step?
«Circa il 15%.»
Come affronti chi ha paura di “perdere il controllo”?
«Spesso la paura nasce da esperienze negative. In quel caso diventa un corso-terapia: capire come controllare una sbandata aiuta a superare anche la paura della strada.»
Tecnica, miti e futuro
Quali sono i falsi miti più diffusi sul drifting?
«Che basti solo potenza o freno a mano. In realtà è tutto questione di equilibrio e sensibilità.»
Qual è il principio d’oro che ogni allievo dovrebbe ricordare?
«Capire i trasferimenti di carico: accelerazioni, frenate e decelerazioni sono fondamentali per innescare o correggere una sbandata.»
Qual è stata la giornata in pista più memorabile?
«Tante, ogni volta che un allievo si sblocca è una soddisfazione enorme.»
Dove porterai Emotional Drifting nei prossimi anni?
«In Spagna.»

Che messaggio lasci a chi sogna di provarci?
«È molto più facile di quanto sembri da fuori.»